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Belcastro
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Belcastro ha radici lontanissime, neolitiche poi Enotriche e magnogreche, quindi romaniche e bizantine
  • Anno di fondazione: 5000 a.C;
  •  Posizione: provincia di Catanzaro, collina;
  • Cose da Vedere: castello d’Aquino, Chiesa dell’Annunziata, Chiesa della Pietà, Cappella di San Rocco, Duomo (Chiesa matrice parrocchiale di San Michele Arcangelo), Cappella di San Tommaso d’Aquino, ruderi della Chiesa e Convento di San Francesco, ruderi della Chiesa di S. Maria della Sanità, Ruderi del Castellaccio (Paleocastrum, VII-IX sec.), Palazzo Poerio, Castello dei Conti d’Aquino.

Storia

Belcastro ha radici lontanissime risalenti al 5000 a.C (ovvero neolitiche). Nel corso del tempo ha avuto influenze enotriche e magnogreche, poi romaniche e bizantine. Dopo essere stato a lungo feudo dei d’Aquino, nei primi secoli del secondo millennio, cioè nel 1300, Roberto d’Angiò gli cambiò il nome in Bellocastrum per l’assoluta amenità del luogo, godendo successivamente del titolo di città per privilegio concesso da Alfonso V d’Aragona e poi dal figlio Ferrante I (XV secolo). Nel 1500 Federico d’Aragona la dava a Costanza d’Avalos d’Aquino, duchessa di Francavilla, ed in tale periodo conobbe grande fulgore, contando 7000 abitanti circa. Nel 1575 veniva infeudata dai duchi Sersale, quindi dai Caracciolo di Forino d’Ischia ed in ultimo, dal’8 aprile 1715, dai baroni Poerio, che ebbero la baronia fino al 1806 (quando si estinse la feudalità), salvo una breve parentesi (1803-1809) durante la quale la baronia fu data in affitto ad Antonio Cirillo di Taverna. Data l’importanza del luogo, nel 1806 fu elevata dai Francesi a Distretto della Calabria Ulteriore, comprendente i luoghi di Andali, Arietta, Cerva, Crichi, Cropani, Cuturella, Marcedusa, Sersale, Sellia, Simbario, Soveria e Zagarise. Il Risorgimento vide impegnati oltre che al gran Giureconsulto Giuseppe Poerio anche i belcastresi Andrea Rivoli, Tommaso Trivolo, Giuseppe Gualtieri e Michele Galati de’ Diano, che nel 1861 divenne primo Sindaco di Belcastro sotto il nascente Regno d’Italia (1860-1861).

Panorama Naturalistico Culturale

Belcastro sorge su una collina del catanzarese a 535 metri sul livello del mare. Per la sua posizione fa spartiacque tra la provincia di Crotone e quella di Catanzaro, infatti, in mezz’ora di auto, si possono raggiungere località balneari rinomate come Capo Rizzuto e Le Castella (nel Crotonese), nonché Catanzaro Lido, Copanello e Soverato (nel Catanzarese). Un pregio dovuto alla sua collocazione collinare è che si possono raggiungere i monti della Sila Piccola, poiché equidistante da mare e montagna. Il suo abitato sorge su uno sperone roccioso sovrastato dal castello medievale, appartenuto ai conti d’Aquino. Inoltre nel castello nacque uno dei santi più importanti della religione cattolica, ovvero San Tommaso.

Oltre al castello, il borgo offre numerosi altri monumenti da poter visitare, iniziando ad esempio dalla Chiesa dell’Annunziata. Dopo le prime case del paese, essa si trova sulla destra e fu edificata secondo alcune fonti già nella prima metà del XV, ma ricostruita ed ampliata dal 1607 al 1622 (Platea della SS. Annunciata, Arch. di Stato CZ) su inspirazione dei fratelli Giambattista, Francesco e Lutio d’Orsi (quest’ultimo storiografo e consigliere regio in Sicilia nel 1642). I suoi antichi ruderi monumentali sono stati restaurati tra il 2005 e il 2009 dal Comune. Originariamente la chiesa era a tre navate e costituiva un complesso abbastanza imponente, cui era annesso un ospizio per i pellegrini ed un Monte dei maritaggi per le fanciulle povere (Mons Urso). Distrutta dai numerosi sismi succedutisi nel corso XVII e successivo, fu ridotta già agli inizi del XVIII sec. alla chiesetta oggi visibile, che racchiude e custodisce l’abside, con fastigio architettonico in tufo, dove si trova l’originale soluzione dell’altare maggiore, realizzato nel fondo del presbiterio, in tufo profilato e decorato, scolpito dal maestro scalpellino Antonio Nicoletta da Rogliano (1610).

L’importanza di questo altare, unico in Calabria, è costituita dallo stile architettonico che segna il passaggio dall’architettura religiosa a quella civile (Rinascimento Calabrese).

Altro monumento è la Chiesa della Pietà, che si raggiunge procedendo per la strada principale del paese, anch’essa restaurata dal Comune tra il 2005 e il 2007. In essa sono custodite un’icona di Madonna col Bambino, Madonna Greca di Belcastro, di fattura bizantina (XI-XII secolo) e collegata alla sua origine basiliana, e tre sculture barocche, attribuite a G.B. Mazzolo (XVI secolo). Di notevole interesse sono i diversi motivi orientali della struttura, quali la cupola in stile basiliano, che richiama quella del battistero di Santa Severina, e l’arco in pietra con fregi bizantini che delinea oggi il presbiterio. Salendo ancora verso il centro del paese si giunge nella principale Piazza Giuseppe Poerio, dove ci s’imbatte subito sulla sinistra nella Cappella di S. Rocco. Fu costruita nel 1645 dal duca di Belcastro Francesco Sersale come cappella di famiglia, perciò annessa all’attiguo palazzo Poerio. Il portale, in pietra rettangolare con colonne, è opera di scalpellini locali del XVII secolo. Da Piazza Poerio, l’itinerario turistico può prendere più direzioni. Andando verso Piazzetta Margherita si può ammirare l’imponente Albero della Libertà, piantato dal barone Alfonso Poerio durante la Repubblica Napoletana, e da qui avviarsi verso la Fontana di Caria, d’epoca romano-bizantina, dove sgorga una millenaria sorgente d’acqua pura e fresca; oppure inoltrarsi, su per la Via Castellacci, fra vicoli e scalinate tipicamente medievali. Ritornando a Piazza Poerio, ci si immette immediatamente nella predetta Piazza S. Tommaso d’Aquino da dove si può ammirare tutta la parte occidentale del Marchesato di Crotone, fino al mare. Si procede, poi verso la Via Lamia e da qui nella Via Castello. Giunti alla sommità della strada vi è la Chiesa Matrice di San Michele Arcangelo, ex Cattedrale di Belcastro. Costruito a croce latina, rivolto verso oriente, l’edificio ostenta una prospettiva dei secoli XV – XVI. Il fonte battesimale, in marmo verde del secolo XVI, è stato sostituito.

dalla Magella di pozzo del castello. A seguito di un poco fortunato restauro effettuato negli anni ’90, è affiorata la vecchia capriata risalente al 1627, fatta collocare da monsignor Ricciulli e sulle due pareti laterali delle navate esterne sono venute alla luce due affreschi, uno di epoca tardo rinascimentale ed un altro forse di epoca barocca. Nella Cappella del SS. Sacramento alla base della cupola è venuto alla luce l’originario coronamento in pietra locale, opera di scalpellini belcastresi del 1626. Da alcuni sondaggi, eseguiti durante l’ultima pavimentazione, è risultato che al di sotto del pavimento vi sono alcuni locali che non sono stati ancora esplorati. Ubicata ai piedi del Mastio del castello, fu edificata in seguito alla beatificazione di Tommaso d’Aquino (15 agosto 1333), avvenuta il 18 ottobre 1334, proprio sullo stesso perimetro della stanza dove si dice sia nato il Santo, come riferisce l’ Istrumento di richiesta per questa costruzione al vescovo pro-tempore Gregorio e rogato dal notaio apostolico Girolamo Cavallo. E ancora si trovano a Belcastro i Ruderi dellaChiesa e Convento di San Francesco (XV sec.), i ruderi della Chiesa di S. Maria della Sanità (XVI sec.), quelli del Castellaccio (Paleocastrum, VII-IX sec.), architetture civili e Palazzo Poerio, così chiamato dal nome degli ultimi feudatari, ma costruito dalla famiglia dei duchi Sersale. È chiamato volgarmente Palazzo Cirillo, dal nome della famiglia tenutaria in seguito alla confisca dei beni dei Poerio. L’edificio fu edificato dal duca Francesco Sersale nel 1645, in seguito al terremoto di quell’anno che distrusse gran parte del paese ed il castello, provocando 61 vittime. E per ultimo, non perché meno importante, vi è il Castello dei Conti d’Aquino, con il suo poderoso Mastio quadrato a tre piani ed in basso i resti di muraglie perimetrali con torrette quadrangolari, cilindriche e semicircolari (XIII-XV secolo), oltre ad aggiunte aragonesi. Fino a poco tempo fa vi era anche una magella di pozzo cinquecentina in pietra locale a coronamento esagonale, con archetti e stemmi gentilizi scolpiti, collocata, poi, nella chiesa madre come fonte battesimale. 

Dopo essere stato feudo dei d’Aquino, Roberto d’Angiò nel 1300 le conferì il nome di Bellocastrum per la magnificenza dei luoghi. Belcastro fa spartiacque tra la provincia di Crotone e di Catanzaro.  A mezz’ora di auto si possono raggiungere località balneari rinomate, come Capo Rizzuto e Le Castella, nel Crotonese, nonché Catanzaro Lido, Copanello, Soverato, nel Catanzarese. E nello steso arco di tempo si possono raggiungere i monti della sila piccola. Il suo abitato sorge su uno sperone roccioso sovrastato dal castello medievale appartenuto ai conti d’Aquino. Nel castello nacque uno dei santi più importanti della religione cattolica, ovvero, “San Tommaso. Muovendosi per le viuzze medievali si incontrano palazzi gentilizi e l’ antica cattedrale di San Michele.

Chiusura.

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